semola di grano duro e semolino, sono la stessa cosa?


Secondo la legge i macinati di grano duro si definiscono secondo la tabella:

Denominazione del prodotto — Umidità max — Ceneri min — Ceneri max —
Proteine min
Semola — 14,50% — / — 0,90% — 10,50%
Semolato -14,50% — 0,90% — 1,35% — 11,50%
Semola integrale di grano duro — 14,50% — 1,40% — 1,80% — 11,50%
Farina di grano duro — 14,50% — 1,36% — 1,70% — 11,50%

AFAIK il semolino è una minestra di semola, non la semola stessa. Se sui
pacchi viene definito tale è per sineddoche, come quando sul pacco di farina
di granturco macinata grossolanamente trovi scritto polenta.
Preciso: detto in pratica la semola è quella che si ottiene macinando il
grano duro, la semola rimacinata (o farina) è quella che si ottiene dopo una
seconda macinatura.
Nel passaggio il «residuo» della prima macinatura si ha, come «scarto» (*)
il semolato, quello che comunemente si chiama farinetta.

(*) AFAIK la farinetta si usa (difficile trovarle) per paste, considerate di
qualità inferiore, più ricche di fibra (denominate paste di semolato) oppure
per avere un’alternativa economica alla semola come spolvero nei panifici.
Comunque non esiste proprio una definizione tecnica «semolino» per un
macinato particolare di grano duro, c’è la semola, il semolato e la farina
(o semola rimacinata). Nel pacco di «semolino» penso che ci dovrebbe essere
qualcosa tipo «semola di grano duro», ma non conosco la legislazione.

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