Лимончелло, история и рецепты — Limoncello, storia e ricette


…perché solo dai limoni migliori
si ottiene il miglior limoncello…

Limoncello di Capri

Nei primi anni dell’Ottocento Capri rivelò la sua vocazione nell’arte dell’ospitalità.

Chi vi si recava, trovava alloggio solo presso gli eremiti religiosi o le famiglie di pescatori e dei contadini. Tra i pionieri nell’attività alberghiera fu nostra nonna, Vincenza Canale, che cominciò ad offrire agli ospiti della propria pensione, il famoso Limoncello come digestivo. Nell’ormai celebre pensione «Mariantonia», noti personaggi ed assidui frequentatori del’isola si ritrovano, al calar del sole, per gustare il delizioso liquore. Tra questi ricordiamo: Ignazio ed Arturo Cerio, J. Fersen, Axel Munthe, F. A. Krupp, Amedeo Maiuri e altri ancora.
La fama del Limoncello iniziò a diffondersi tra viaggiatori, scrittori e personaggi che arrivavano sull’isola. Ed è secondo quell’antica ricetta, arrivata intatta fino ai nostri giorni, che noi ancora produciamo questo liquore ormai conosciuto nel mondo come «Limoncello».
Ricette al Limoncello

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La buccia gialla e rugosa del limone è l’ingrediente essenziale della sua fortunata produzione. Il limoncello nasce così, da una ricetta sobria e genuina, arricchita da acqua, alcool e cucchiaiate di zucchero.
La preparazione è semplice ma meticolosa: se osservata alla lettera, in poco meno di tre mesi, il tradizionale liquore giallo sarà pronto ad essere gustato come aperitivo o digestivo, prima o dopo i pasti.
La storia del limoncello si snoda attraverso una serie di aneddoti e leggende. La sua paternità se la contendono i sorrentini, gli amalfitani e i capresi. In un fazzoletto di chilometri, tre popolazioni si vantano di una produzione di limoncello tramandata da svariate generazioni. A Capri, qualcuno sostiene che le sue origini siano legate alle vicissitudini della famiglia dell’imprenditore Massimo Canale che, nel 1988, registrò per primo il marchio «Limoncello».

Il liquore nacque proprio agli inizi del 1900, in una piccola pensione dell’Isola Azzurra, dove la signora Maria Antonia Farace curava un rigoglioso giardino di limoni e arance. Il nipote, nel dopoguerra, aprì un’attività di ristorazione proprio nelle vicinanze della villa di Axel Munte. La specialità di quel bar era proprio il liquore di limoni realizzato con l’antica ricetta della nonna. Nel 1988, il figlio Massimo Canale avviò a sua volta una piccola produzione artigianale di limoncello, registrandone il marchio. Ma in realtà, anche a Sorrento ed a Amalfi, fioccano leggende e racconti sulla produzione del tradizionale liquore giallo. In costiera, ad esempio, la storia narra che le grandi famiglie sorrentine, agli inizi del 1900, non facevano mai mancare agli ospiti illustri un assaggio di limoncello, realizzato secondo la tradizionale ricetta. Ad Amalfi, c’è chi sostiene addirittura che il liquore abbia origini molto antiche, quasi legate alla coltivazione del limone. Tuttavia, come spesso accade in queste circostanze, la verità è nebulosa e le ipotesi sono tante e suggestive. Qualcuno sostiene che il limoncello veniva utilizzato dai pescatori e dai contadini al mattino per combattere il freddo, già ai tempi dell’invasione dei saraceni. Altri, invece, ritengono che la ricetta sia nata all’interno di un convento monastico per deliziare i frati tra una preghiera e un’altra. La verità, forse, non la sapremo mai. Ma al di là di questioni squisitamente campanilistiche, il tradizionale liquore giallo varca da decenni le frontiere, conquistando i mercati di mezzo mondo. Bottiglie di limoncello sono presenti negli scaffali dei market d’oltreoceano, e nuovi importanti scenari commerciali si stanno sviluppando sui mercati asiatici. Il limoncello, dunque, rischia davvero di diventare un prodotto di caratura mondiale alla pari del Bitter o dell’Amaretto. E per difendersi dalle imitazioni, si è corso anche ai ripari, riservando alla produzione del caratteristico «ovale» sorrentino la denominazione di Indicazione geografica protetta (Igp). L’originale limone di Sorrento deve essere prodotto in uno dei comuni del territorio che va da Vico Equense a Massa Lubrense e nell’isola di Capri.
Limoni limoncello — Sorrento Il sistema di coltivazione è quello tipico e tradizionalmente adottato nella zona. La tecnica più utilizzata consiste nel coltivare le piante sotto impalcature di pali di castagno di altezza superiore ai tre metri. Per garantire la maturazione dei frutti, il fusto va tenuto al riparo dagli agenti atmosferici. La raccolta è effettuata solitamente nel periodo da febbraio ad ottobre: è fatta a mano, perché deve essere impedito il contatto diretto dei limoni col terreno. Le caratteristiche principali del prodotto vanno ricercate nella forma ellittica e simmetrica, nelle dimensioni medio-grosse, nel colore della buccia giallo citrino. Ed è proprio la buccia l’ingrediente principale della produzione di limoncello: la scorza è infatti ricca di oli essenziali ed ha un’aroma molto deciso. Una volta accertata l’origine sorrentina del limone, si può finalmente procedere alla preparazione del liquore. Con pochi sani ingredienti, il limoncello può essere preparato anche comodamente da casa. I tempi tecnici si aggirano sugli ottanta giorni. Il limoncello, infatti, secondo la ricetta tradizionale, deve macerare per più di due mesi.

Nella scelta dei limoni, vanno preferiti quelli con buccia molto spessa. Proprio il clima mediterraneo della costa sorrentino-amalfitana garantisce la crescita di un limone con buccia grossa e profumata. Il primo step prevede il lavaggio del frutto in acqua calda e la spazzolata per ripulirlo da eventuali residui di insetticidi. In una brocca va versato dell’alcool, e aggiunti poi i pezzi di scorza aromatica ricavati dalla buccia.
Limoncello di SorrentoGli esperti consigliano l’utilizzo di alcool di buona qualità, anche per evitare che il liquore poi si trasformi in ghiaccio in freezer. Con la sistemazione della brocca coperta in una stanza buia o in una credenza, si conclude la prima fase di produzione. A temperatura ambiente, infatti, continuerà la macerazione della buccia e l’infuso assumerà lentamente l’aroma e il colore del giallo del limone. Dopo circa un mese di riposo, la preparazione prosegue con l’aggiunta di un pentolino di acqua e zucchero (prima portato in ebollizione e poi lasciato raffreddare) e dell’altro alcool. La brocca va poi nuovamente coperta e riposta nell’armadietto per un altro mese abbondante. Dopo quaranta giorni circa, l’infuso va filtrato nelle bottiglie, scartando le bucce. Le bottiglie vanno immesse poi in freezer. Dal gusto unico e dall’aroma forma, il liquore va servito così, senza l’aggiunta di additivi e agenti coloranti. Il limoncello è un ottimo digestivo se servito freddo. Qualcuno lo preferisce a temperatura ambiente, magari mescolato in acqua tonica o champagne. Ultimamente, è in voga il suo utilizzo su gelati e macedonia. In Campania, nella terra principe della sua produzione, il limoncello chiude soprattutto il pranzo o la cena: è oramai diventato un rito sociale quasi al pari del caffè.

Giuseppe DamianoKLIK!
Preparazione

limoncello_zeste_ric.jpgLavate i limoni in acqua tiepida e spazzolateli per ripulirli da eventuali residui.
Sbucciateli con un pela patate, per evitare di togliere anche la parte bianca della buccia (che risulta amara), mettete le scorze su un tagliere e riducetele a piccole listarelle; mettetele poi a macerare per un mese insieme a 750 ml di alcool in un contenitore di vetro Limoncello3_ric.jpg(vaso o brocca) chiuso ermeticamente, in un luogo buio e fresco.

Passato il mese, portate ad ebollizione l’acqua e unitevi lo zucchero, mescolando fino al suo scioglimento; a questo punto lasciate raffreddare lo sciroppo ottenuto, e poi versatelo, insieme agli altri 250 ml di alcool, nel contenitore contenente le scorze in infusione. Chiudete di nuovo il contenitore e lasciatelo riposare per altri 40 giorni sempre al buio. Trascorso questo periodo, aprite il contenitore, filtrate il tutto, mettetelo in bottiglia e riponetelo in freezer, e….buona degustazione.KLIK!
LIMONCELLO

ricetta di: Enzo Ferrara

5-6 limoni grossi
1 litro alcol 95°
500 g zucchero

La ricetta и semplice ma richiede un po’ di attenzione.
Prendi 5-6limoni grossi (possibilmente di Sorrento
altrimenti usane anche 10 piщpiccoli),
ASSOLUTAMENTE NON TRATTATI con pesticidi
e possibilmente unpo’ verdognoli.
Togli la buccia.
Solo la parte gialla perchи la parte bianca conferisce a
l limoncello un sapore amaro.
Metti in infusione a freddo in un litro di alcool a 95° per
8-10 giorni in un recipiente chiuso.
Prepara uno sciroppo con 500 grammi di zucchero e 1 litro di
acqua bollente.
Lascia raffreddare completamente, altrimenti il liquore
tende a diventare torbido.
Nel frattempo filtra accuratamente l’alcool.
Unisci lo sciroppo e lascia riposare per qualche giorno.
Filtra nuovamente e imbottiglia.

————
LIMONCINO 1

400 g zucchero
mezzo litro di alcol a 95°
3 limoni

Far bollire, per mezzo minuto esatto, mezzo litro d’acqua
insieme allo zucchero e la scorza di 3 limoni (solo la
parte gialla, ben lavata).
Lasciar raffreddare lo sciroppo cosн ottenuto, poi unirvi
l’alcol e mettere in infusione per una settimana.
Filtrate il liquore attraverso una pezzuola bianca,
imbottigliarlo e conservarlo per almeno un mese.

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LIMONCINO 2

ricetta di: Monica Cesari Sartori
3 limoni non trattati
1 lt di alcol a 90°
2 baccelli di vaniglia
900 ml di acqua distillata
900 g di zucchero

Lavate i limoni e ricavatene la parte gialla della scorza.
Trasferitela in un vaso della capacitа di circa 2 lt,
versatevi un litro di alcol,aggiungete i baccelli di
vaniglia incisi e incoperchiate.
Lasciate in infusione per 20 giorni, agitando ogni giorno
il recipiente.
Scaldate l’acqua distillata, scioglietevi lo zucchero,
lasciate raffreddare lo sciroppo ottenuto e versatelo
nel vaso con l’alcol.
Fate riposare il liquore per 5-6 giorni e imbottigliatelo.
E’ ottimo servito freddo, magari con qualche goccia di
succo di limone.

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LIQUORE LIMONCELLO

ricetta di: La Cucina Italiana

Per ogni mezzo litro di alcol puro 95 gradi:
6 limoni NON TRATTATI
800 cc di acqua
3 etti di zucchero.

Sbucciare i limoni (solo la buccia gialla senza il limone)
e mettere in infusione con l’ alcol in un vaso ermetico
per 36 ore.
Trascorse 36 ore fare bollire l’ acqua per qualche minuto
in un tegame capiente.
Quando bolle aggiungere lo zucchero e mescolare per un po’.
Lasciare raffreddare.
Quando l’ acqua zuccherata sara’ raffreddata aggiungere
(filtrando con un colino) il liquido del vaso ermetico
senza le bucce.
Mescolare per amalgamare poi filtrare il liquido ottenuto
con una garza e mettere inbottigliette con tappo a vite o
chiusura ermetica.
Servire freddo da freezer.

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LIMONCELLO

From: Michele Castaldo

Io personalmente uso questa ricetta.
Sbucciare 6 limoni (attenzione a non grattare il bianco!!!)
e mettere le bucce in 1 litro di alcol a macerare per 24 ore.
Preparare lo sciroppo: far bollire un litro d’acqua,
aggiungervi 600 grammi di zucchero e far raffreddare.
Unirvi l’alcol filtrato dalle bucce: imbottigliarlo e
lasciar riposare per almeno 1 mese.
Per gustarlo, ti consiglio di tenere la bottiglia nel freezer
non preoccuparti, non si spacca !)

Vi propongo una variante: procedete allo stesso modo,
sostituendo nella preparazione dello sciroppo l’acqua
con un’uguale quantitа di latte fresco intero (aromatizzata,
mentre bolle, con una stecca di vaniglia).
Otterete la

CREMA DI LIMONCELLO

Si serve ghiacciata.

Sbucciare 6 limoni (attenzione a non grattare il bianco!!!)
e mettere le bucce in 1 litro di alcol a macerare per 24 ore.
Preparare lo sciroppo: far bollire un litro d’acqua, aggiungervi 600
grammi di zucchero e far raffreddare.
Unirvi l’alcol filtrato dalle bucce: imbottigliarlo e lasciar riposare
per almeno 1 mese.
Per gustarlo, ti consiglio di tenere la bottiglia nel freezer (non
preoccuparti, non si spacca !)ECCO!
Ecco la mia ricetta del limoncello «a freddo» (non prevede cottura). A
differenza delle ricette correnti, si ottiene come risultato un limoncello limpidissimo.

Ingredienti:
12 limoni non trattati ed appena colti dall’albero, se possibile appena diventati gialli (ancora con qualche macchia verde) 1/2 litro di alcool
1/2 chilo di zucchero 1/2 litro d’acqua

Preparazione:

Lavate molto accuratamente i limoni: devono togliersi tutte le impuritа non gialle. Nel caso aiutatevi con uno spazzolino morbido senza perт forzare troppo per non rompere le piccole protuberanze della scorza.
Ricavate dalla scorza dei limoni, con un coltello molto affilato, solo la parte gialla; la parte bianca conferirebbe al liquore un brutto gusto amarognolo.
In un contenitore a bocca larga di capienza 2 o 3 litri con chiusura ermetica inserite le scorze di limone, l’alcol, lo zucchero e l’acqua.
Girate con un cucchiaio di legno e chiudete il recipiente; ubicatelo in un posto tranquillo della cucina, dove non ci siano scossoni o troppi rumori.
Due volte al giorno, al mattino ed alla sera, aprite il recipiente e date una decina di mescolate con un cucchiaio di legno pulito. Dopo sei giorni il limoncello и pronto, bisogna solo filtrarlo.
Preparate una bottiglia in cui inserirete un imbuto al cui interno avrete posizionato per filtro un batuffolone di cotone idrofilo ben infilato nel buco dell’imbuto. Versate il limoncello nell’imbuto; esso inizierа con molta
lentezza (goccia a goccia) a defluire trasparentissimo nella bottiglia.
L’operazione di filtraggio dura all’incirca un’intera giornata: fatela quando siete sicuri di stare in casa e di poter rifondere ogni tanto il liquido nell’imbuto. Non toccate o strizzate mai il cotone idrofilo: vanifichereste tutta l’operazione di filtraggio.
Il limoncello abdrebbe bevuto a temperatura di frigorifero.

15 limoni, sbucciati spessi
750mlx II- alcol puro
4 tazze zucchero
5 tazze acqua

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