Cibi e bevande Francia


La paternità viene attribuita a Louis de Béchamel (1630-1703), marchese di Nointel, maître alla corte di Re Luigi XIV. Alla sua figura è associato il famoso aforisma di S. Lopez: «Non occorre avere fondato un impero per passare alla posterità, basta avere inventato una salsa: guardate Béchamel!». In realtà una preparazione simile, precisamente la salsa colla, era già nota nell’Italia rinascimentale e, a quanto pare, fu Caterina de’ Medici, nipote di Lorenzo il Magnifico e grande buongustaia, a portarla in Francia quando sposò Enrico d’Orleans. Trasferendosi, volle con sé il suo seguito di governanti, cuochi, pasticceri e questo contribuì a diffondere molti piatti della cucina toscana che oggi la Francia, avendoli perfezionati e riportati in auge, reclama come propri: la zuppa di cipolle, l’anatra con la melangola (canard à l’orange), il fegato farcito, crespelle e frittate, le rigaglie, gli spinaci, i piselli, i carciofi, etc. Ad ammetterlo, gli stessi cuochi francesi:

Dobbiamo riconoscere che i cuochi italiani che vennero in Francia al seguito di Caterina de’ Medici
all’epoca del suo matrimonio con Enrico II, furono all’origine della cucina francese, per gli elementi e i condimenti, per noi nuovi, che essi portarono e da cui i cuochi (La Varenne, De Masseliet, Valet, De La Chapelle, Carême, Escoffier) s’ispireranno così bene che non tarderanno a surclassare i loro iniziatori.

[Flammarion]

I cucinieri della seconda metà del Settecento avevano conosciuto il gusto della cucina italiana che Caterina de’ Medici aveva introdotto alla corte di Francia.

[Antonin Carême]

Proprio i fiorentini hanno riformato l’antica cucina francese di tradizione medioevale; ad essi risale la cucina francese moderna.

[Jean Orieux]Leggi
Cibi e bevande

La cucina è da sempre uno dei vanti nazionali della Francia, anche se pare che la tradizione per l’alta cucina abbia avuto origine con l’italianissima Caterina de’ Medici, consorte di Enrico II, che importò dalla sua patria la cura per cibi e bevande. In Francia esistono due tipi di cucina nazionale: la haute cuisine e la nouvelle cuisine. La prima è caratterizzata da un totale rispetto per la tradizione; la seconda invece presta particolare attenzione alla qualità delle materie prime che mescola per ottenere abbinamenti inediti. Esistono poi diverse cucine e piatti tipici regionali. Piatti e ingredienti tipici e diffusi su tutto il territorio sono il fois-gras di fegato d’oca, i formaggi, le erbe aromatiche, i marrons-glacés (castagne candite), le crêpes suzettes, frittatine accompagnate da salse dolci o salate, da formaggi o salumi e dal sidro (vino di mele).

I vini francesi non necessitano di presentazione: è infatti dalla Francia che si è diffusa con successo in tutto il mondo la cultura del vino. I più noti sono senz’altro quelli della regione della Champagne, ma grande fama hanno anche i rossi di Bordeaux e della Borgogna. Da non dimenticare infine gli ottimi vini alsaziani.
Ristoranti

Nella cultura gastronomica francese il ristorante riveste un ruolo fondamentale. La scelta è molto ampia: si va dalle trattorie di campagna ai grandi ristoranti gestiti da famosi chef. Un menu completo prevede di solito antipasto (hors d’oeuvre), un primo piatto leggero (entrée), il piatto principale a base di carne, pesce o uova con contorno (plat garni), formaggio e dessert. Tra i ristoranti tipici francesi bisogna senz’altro elencare i bistrot che propongono menu tradizionali a prezzi vantaggiosi. Ci sono poi le brasserie, le tipiche birrerie alsaziane, dove si possono gustare birra, vino e stuzzichini e piatti caldi. In campagna è facile imbattersi nei ferme-auberges: semplici locande situate all’interno di vecchie fattorie, dove si possono assaggiare prodotti genuini tipici della zona. I prezzi dei ristoranti sono abbastanza simili su tutto il territorio nazionale, con punte più elevate nelle grandi città. La maggior parte dei ristoranti propone comunque sia menu degustazione a prezzo fisso sia à la carte.
Mance

Sulle liste dei caffè e dei ristoranti viene segnalato se il servizio è compreso nel conto o meno. Solitamente quest’ultimo si aggira intorno al 15-20% del prezzo della consumazione. È comunque buona abitudine lasciare una mancia nei caffè e nei ristoranti. Si usa inoltre lasciare una mancia anche a camerieri, portabagagli, guardarobieri, addetti alle toilette e tassisti.
repubblica.it

Реклама

Добавить комментарий

Заполните поля или щелкните по значку, чтобы оставить свой комментарий:

Логотип WordPress.com

Для комментария используется ваша учётная запись WordPress.com. Выход / Изменить )

Фотография Twitter

Для комментария используется ваша учётная запись Twitter. Выход / Изменить )

Фотография Facebook

Для комментария используется ваша учётная запись Facebook. Выход / Изменить )

Google+ photo

Для комментария используется ваша учётная запись Google+. Выход / Изменить )

Connecting to %s